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Prospettiva Danza: ecco i finalisti. Oltre 50 domande per €5000 in palio. |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Martedì 21 Febbraio 2012 14:10 |
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Oltre 50 domande provenienti da tutta Italia per partecipare al Premio che mette in palio 5.000 euro
(Padova) Si è riunita nei giorni scorsi la Commissione che ha svolto un lungo lavoro di selezione tra le 50 domande provenienti da tutta Italia di giovani coreografi per concorrere alla 3^ edizione del Premio Prospettiva Danza Teatro 2012. Il Premio è uno degli eventi inseriti nella rassegna patavina Prospettiva Danza Teatro - il progetto realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con il Circuito Regionale Arteven, la direzione artistica di Laura Pulin - e nasce con l'obiettivo di promuovere la giovane coreografia contemporanea italiana.
Ecco i nomi dei 5 partecipanti: Marianna Batelli con il progetto “My name is norifumi” di Belluno, Mara Cassiani con “trashx$$$” proveniente da Pesaro, Sara Castellani di Modena con “Vanity fair’s snow white”, il trevigiano Marco D’Agostin con il progetto “Per non svegliare i draghi addormentati” e Daniele Ninarello di Torino con “Trois Corps”.
Tutti loro hanno inviato un dettagliato progetto del lavoro in divenire, corredato da materiale video, e sulla base di questi elementi la Commissione - composta da Anna Lea Antolini, consigliere artistico danza italiana per Roma Europa, Pier Giacomo Cirella, responsabile settore danza di Arteven e segretario generale della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza e Laura Pulin, coreografa e direttore artistico della rassegna Prospettiva Danza Teatro – li ha selezionati.
Cinque dunque i finalisti che ora accedono alla seconda fase del progetto, ovvero la residenza coreografica. Ogni soggetto infatti avrà a disposizione un’intera settimana, tra marzo e aprile 2012 presso la prestigiosa sala del Ridotto del Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” di Padova per portare avanti la propria ricerca coreografica e con cui si presenterà alla fase finale (28- 29 aprile 2012) del percorso.
Ora i giovani coreografi dovranno lavorare sodo per aggiudicarsi il premio finale di 5.000 euro.
I loro lavori, verranno giudicati da un’ulteriore commissione di esperti nazionali nel campo delle arti performative contemporanee come Pippo Del Bono attore e regista - presidente della Commissione, il coreografo Emio Greco, la critica di balletto e docente di estetica della danza Marinella Guatterini, Gisberto Morselli, consulente danza per il Teatro Comunale di Ferrara, e Gabriella Furlan, della Direzione generale dello spettacolo dal vivo e componente della commissione danza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La premiazione finale, aperta al pubblico, avverrà il 29 Aprile alle ore 21 presso la sala del Ridotto del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Padova.
La città di Padova, si colloca quindi a pieno titolo nel panorama nazionale della danza con un progetto che, anche in tempi difficili come questi, riesce a sostenere la creatività e il talento dei giovani coreografi promuovendone il lavoro di ricerca e favorendo la realizzazione dei loro progetti originali.
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Le Cirque Invisible, al Piccolo |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Venerdì 17 Febbraio 2012 09:54 |
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Alla vigilia del Carnevale Ambrosiano, arriva al Piccolo Teatro Strehler, dal 18 al 22 febbraio 2012, Le Cirque Invisibile di Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin, compagni di vita e d’arte: due ore di magia, trucchi, gag, di acrobazie e trovate esilaranti, due ore di pura poesia. Le Cirque Invisible è un susseguirsi di scene deliziose, di clownerie con straordinari effetti illusionistici, il tutto legato dal filo conduttore di una delicata grazia. E’ il paradiso di chi crede ancora ai sogni, dei bambini che si meravigliano di fronte a tutto come degli adulti che amano restare (o tornare) al candore dell’infanzia.
Thierrée e la Chaplin, clown diversissimi e complementari, istrionico, grande e travolgente lui, eterea, rarefatta e dolcissima lei, propongono al pubblico un variopinto carosello in cui è l’immaginazione a trionfare: marionette che paiono vive, marchingegni divertenti e un circo di piccoli animali da cortile (colombi, conigli e papere). Nell’epoca dell’esasperazione tecnologica del virtuale e del 3d, portano in teatro una delicata illusione. I due artisti sono gli acrobati, i fantasisti, gli illusionisti i funamboli, i prestigiatori, i clown, i musicisti di un straordinario volo della fantasia, lei delicata sulla corda tesa, lui impegnato nella continua parodia dei tradizionali spettacoli di prestigio. Insieme mostrano come l’incantesimo teatrale possa trasformare la realtà in poesia.
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Festival Equilibrio, al via a Roma |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Mercoledì 08 Febbraio 2012 10:01 |
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ROMA - Al Parco della Musica, un mese di spettacoli, masterclass, incontri con i coreografi ela finale del Premio Equilibrio Roma per l’ottava edizione diEquilibrio Festival della nuova danza, la rassegna che offreuna panoramica sulla danza mondiale, ospitando artisti della scena internazionale, provenienti quest’anno da quattro continenti: Belgio, Canada, Norvegia, Cuba, Italia, Burkina Faso, Algeria, Giappone, Spagna.
Anche quest’anno la direzione artistica è affidata a Sidi Larbi Cherkaoui. Il coreografo e danzatore belga prosegue il percorso iniziato con l’edizione 2011 “alla ricerca di collegamenti internazionali tra coreografi e danzatori/compagnie. Questi legami sembrano diffondersi sempre di più in tutto il pianeta, resistendo fieramente a ogni limitazione territoriale o sociale, al di là di ogni confine fisico o mentale”.
Vedi tutti coreografi ospitati e il programma
Ad aprire il Festival saranno i finalisti della quinta edizione del Premio Equilibrio Romaper la danza contemporanea. Nelle serate del 5 e 6 febbraio, le 8 compagnie selezionate, CollettivoPirateJenny,Famigliafuché,Lucia Palladino,TAOMArte, 7-8 Chili, Daniela Paci e Alessio Maria Romano,Leonardo Diana e Claudio Cinelli,Rebecca Marta D'Andrea, presenteranno le loro forme brevi sotto lo sguardo attento della giuria internazionale e del pubblico del Teatro Studio.
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L'Apocalisse danzata di Preljocaj |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Giovedì 02 Febbraio 2012 14:17 |
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MILANO - Di questi tempi non sono molte le occasioni di vedere a Milano della buona danza e di qualità. Conviene dunque non perdersi l'appuntamento con uno dei mostri sacri della danza contemporanea mondiale, Angelin Preljocaj, che sarà agli Arcimboldi il 18 e 19 febbraio.
Autore visionario e poetico, Preljocaj regala sempre momenti di spettacolarità assoluta, dove il fantastico si traduce in una sapienza coreo-registica rara. II suo Suivront mille ans de calme, coreografia per 21 ballerini del 2010, affronterà una delle grandi paure dell'umanità, l'Apocalisse, da una prospettiva originale, volta a fare della danza, arte dell'indicibile per eccellenza, lo strumento di rivelazione delle possibilità e delle speranze che si nascondono in ciascuno di noi e nella realtà intorno a noi.
Ma Preljocaj mette in guardia da possibili letture strumentali: «E’ un lavoro conseguente alla lettura assidua ma non ragionata dell'Apocalisse. Non bisogna quindi cercarvi immagini a stereotipi direttamente legati al famoso testa di San Giovanni. Fonte feconda d'ispirazione, la parola stessa Apocalisse che evoca l’idea di rivelare, di svelare a di mettere in evidenza elementi presenti nella nostra realtà ma sottratti ai nostri sguardi. II balletto vuole cioè evocare ciò che risiede nelle pieghe delle nostre esistenze piuttosto che profetizzare catastrofi, irrimediabili distruzioni o l’imminenza della fine dei tempi».
Alle ore 19 Marinella Guatterini, racconterà, attraverso le immagini, la storia di Angelin Preljocaj e delle sue coreografie. L’appuntamento, per conoscere meglio la compagnia e lo spettacolo che andrà in scena, è nel Foyer delle vetrate.
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La danza sfida gli spazi: performance di Pierre Rigal |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Lunedì 16 Gennaio 2012 18:35 |
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Confinato in un minuscola scatola, apparentemente osservato da una telecamera, un uomo gradualmente si adatta all’ambiente, mentre questo a poco a poco si riduce nelle dimensioni, arrivando a sfiorare la grandezza di una bara.
E' "Press" che il coreografo-atleta-matematico Pierre Rigal porta in scena martedì 17, mercoledì 18, giovedì 19 gennaio 2012, alle 20.30, al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia per la stagione di Danza della Fondazione I Teatri.
La coreografia nasce nel 2008, quando il Gate Theatre di Londra commissiona un progetto a Pierre Rigal, ponendo come condizione imprescindibile l’uso di uno spazio scenico ridottissimo: la risposta del coreografo trasforma in pregio il limite e attribuisce un senso all’operazione che va ben oltre la pièce stessa per la quale diversi critici hanno parlato di una sfida coreografica alla Houdini.
Nei cinquanta minuti scanditi dalla musica eseguita dal vivo da Nihil Bordures, Rigal trasmette al pubblico tensione, inquietudine, smarrimento, tutti i grandi temi del disagio contemporaneo. Press racconta l’immensa solitudine e l’enigmatica banalità dell’uomo moderno, capace di adattarsi alle trasformazioni del proprio habitat senza percepirne la portata spaventosa.
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Al Piccolo, passaggio in India tra musica, danza e immagini |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Mercoledì 28 Dicembre 2011 08:29 |
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Nineteen Mantras è il prossimo appuntamento con la danza al Piccolo Teatro. In scena allo Strehler per due sole recite, venerdì 13 gennaio (ore 20.30) e sabato 14 gennaio (ore 19.30), lo spettacolo nasce dal confronto di tre sfere creative differenti: quella musicale di Riccardo Nova, quella visiva di Giorgio Barberio Corsetti e quella corporea di Shantala Shivalingappa in equilibrio tra due mondi, due visioni e due culture, quella europea e quella indiana.
L’opera vuole immaginare un dramma universale in cui le concezioni di spazio, tempo, durata e successione non vengono rispettate. Le azioni non si susseguono, ma si espandono una nell’altra creando così cicli che si dissolvono e poi rinascono.
La musica, partendo dall’intonazione naturale dei suoni, crea un percorso all’interno della cosmogonia indiana soffermandosi su alcuni momenti significativi dell’esistere. Scrive Giorgio Barberio Corsetti: “Lo spettacolo Nineteen Mantras sarà un racconto visionario delle divinità evocate dai Mantra, attraverso episodi delle loro storie mitiche. Attraverso la musica, il canto, le immagini, la danza e le azioni dei danzatori nasce il tessuto variegato dello spettacolo. Il lavoro con i danzatori sarà su due binari, una coreografia strutturata di ‘danza danzata’, che sarà curata da Shantala Shivalingappa, e azioni più teatrali che saranno curate da me.”
“Lo spettacolo segue il canto di una voce assoluta”, aggiunge Riccardo Nova, “un veggente che pronuncerà le parole ed i suoni dei Mantra. Danzatori-attori immersi in un mondo di immagini ed apparenze, nel blu dei cromakey, eseguiranno le azioni della vita, mentre la fantasmagoria della realtà srotola i suoi magnifici, miserabili fondali, come in un sonno da cui il risveglio è necessario e doloroso”.
Video: http://piccoloteatro.tv/it/00007/3509/page.html
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Identikit del lavoratore dello spettacolo 40enne: in nero e sotto i 5.000 euro annui |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Mercoledì 30 Novembre 2011 13:17 |
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Gli operatori dello spettacolo tra i 30 e i 40 anni percepiscono oggi mediamente sotto i 5.000 euro all’anno. Non solo: il 20% non gode di alcune tutela previdenziale o assistenziale, perché sono nel lavoro sommerso.
È il dato preoccupante che spicca dal questionario “Rispondi al futuro”, la più grande indagine statistica sullo spettacolo dal vivo mai promossa in Italia, ideata e realizzata da C.Re.S.Co.(Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea).
Dalla ricerca emergono le caratteristiche di un settore, quello dello spettacolo, definito per antonomasia “atipico” ma con elementi di criticità ben più drammatici di quello che si poteva prevedere.
L’età media degli operatori dello spettacolo dal vivo è di 36 anni,il 44% ha un’età compresa tra i 27 e i 35 anni. Il55%dei lavoratori dello spettacolo sonodonne.
Mediamente gli operatori lavorano nel settore da 10-11 annie l’anno di inizio attività si attesta attorno ai 24 anni. Il settore teatraleè l’ambito di attività prevalente (incidenza media 58%), seguito in modo pressoché paritario da musica, danza e performance.
Se si analizzano le forme contrattuali che regolano i rapporti degli operatori dello spettacolo si evince come il contratto a tempo indeterminato sia la modalità meno utilizzata; il contratto a tempo determinato rappresenta invece, per circa la metà dei lavoratori, la forma usuale di contratto. Molto utilizzata è la prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.
Per quanto concerne le giornate effettivamente lavorate nel 2010, variano mediamente tra le 131 e le149,da notare però che nella fascia 30-40 anni la media delle giornate annue lavorate è soltanto di 42 giornate. Per le diverse attività lavorative realizzate gli operatori percepiscono mediamente dai 9.650 Euro ai11.600 Euro annui,dato ancora una volta preoccupante nella fascia dei 30-40 anni, nella quale la retribuzione media non supera i 5.000 Euro.
Il questionario prevedeva un quesito in cui si chiedeva agli operatori di esprimere un giudizio su “quanto ci si sente felici per il proprio lavoro” su una scala da 1 a 100. Il valore medio è di 56; due persone su dieci esprimono un giudizio inferiore a 30, solo 3 persone su 10 forniscono un punteggio superiore a 70.
Spesso i lavoratori dello spettacolo, per sopravvivere, svolgono altre professioni oltre a quella prevalente (soprattutto camerieri, barman, promoter, commessi o impiegati nell’accoglienza turistica): attività che occupano, in media, 1/3 dell’attività lavorativa di ogni operatore dello spettacolo, con una conseguente dispersione di professionalità ed energie.
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La Beltrami con un site-specific nella sua Dancehaus |
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Scritto da Elisa Bonomi
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Venerdì 25 Novembre 2011 14:38 |
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Susanna Beltrami, continua a perseguire la sua strada di contaminazione tra arte e spettacolo, in questo caso attraverso il concetto di “Site Specific Art”. Ad abbracciare il suo progetto Exister_11 Destinazioni, che dopo la tappa primaverile, prosegue il suo viaggio per la città alla ricerca di luoghi da occupare, ritrovando lo spirito nomade e peregrino delle prime edizioni. In un contesto in cui spesso i luoghi deputati alla cultura restano passivi agli stimoli, Exister_11 trasforma il disagio in erranza costante, consapevole che il movimento possa divenire motore di una trasformazione.
Dopo le soste di maggio ad Areapergolesi e Assab One, luoghi non teatrali occupati per l’occasione da artisti giovani e meno giovani che hanno scelto di raccontare la loro lotta, Exister trova ora dimora nell’affascinante cornice di DanceHaus Susanna Beltrami, spazio post-industriale che parla di apertura alla diversità di linguaggi corporei e performativi. Concepita proprio come una dance community, DanceHaus non è solo la sede di Accademia Susanna Beltrami, è una dimora artistica, un vero e proprio “neo-teatro”.
Proprio qui nasce e vive Le Vent Noir, spettacolo liberamente ispirato agli scritti di Gaston Bachelard –uno dei più fecondi pensatori francesi che ha contribuito alle riflessioni nell’ambito della semiologia e della psicanalisi. Lo spettacolo si concentra sul concetto di “Casa Onirica” ed il pubblico viene risucchiato e condotto fisicamente di stanza in stanza,secondo il percorso suggerito dalla drammaturgia e dalla dinamica simbolica della danza e della gestualità. Immagini superstiti e temi astratti in questa casa in cui le metafore acquistano il sangue della vita per poi cancellarsi nella linfa della vita.
Quando: 26 e 27 novembre, 3 e 17 dicembre ore 20.30 e 22.30
Dove: DanceHaus Susanna Beltrami, Via Cadolini 37, Milano
Elisa Bonomi
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NAO, in scena i nuovi autori della performing art |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Mercoledì 23 Novembre 2011 15:47 |
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Il DiD Studio di Ariella Vidach, centro di ricerca, produzione, formazione e promozione nell’ambito della danza contemporanea apre le porte a nuove proposte artistiche: dal 26 novembre all’11 dicembre va in scena il NAO PERFORMING FESTIVAL 02 – inStage con performance, incontri, laboratori, installazioni e dibattiti.
Questa edizione è dedicata ai giovani autori del progetto biennale NAO che, grazie al lavoro del team dell’associazione Ariella Vidach – Aiep, hanno prodotto nuove ricerche dialogando con coreografi e ospiti internazionali incontrati dal 2010 ad oggi. Ad ogni spettacolo sarà associato un incontro di approfondimento con giornalisti e operatori culturali nell'ambito della danza che dialogheranno con il pubblico e gli autori generando in tempo reale una recensione delle opere.
Ai giovani autori saranno accostate compagnie di danza consolidate che, dall'inizio di quest'anno, formano insieme alla Compagnia AiEP la rete "pratiche condivise", un progetto di circuitazione e promozione della danza in Italia.
Apre il festival l'installazione "MindBox" della Compagnia Zappalà Danza, a seguire laCompagnia Schuko, che presenta in prima assoluta l’opera “Come Corpo Cade”, frutto della residenza artistica NAO (26 e 27 novembre), spettacolo e lezioni con Company Blu di Alessandro Certini con "Birding" (il 30 novembre), Marco Schiavoni e Caterina Genta presentano la ricerca di "Bolero del Drago Rosso" (2 dicembre) , Anagrama Coreografico in residenza con "Metamorphyco" (3 dicembre), e molti giovani autori come Andrea Butera e Lotzio (7 dicembre), serata internazionale con il gruppo di Shimrit Golan (Israele), Ana Pecar (Slovenia) Moon Ha (Corea) e con la coreografa messicana Pilar Gallegos (8 dicembre), Viola Ongaro e il collettivo Ariolfo_Varriale (9 dicembre) grazie al sostegno del progetto NAO. Chiude il festival un workshop di danza interattiva di Ickamsterdam - Emio Greco | PC (week end 10 e 11 dicembre).
Da non perdere gli incontri e le performance di NERVI SCOPERTI di domenica 4 dicembre: un momento di confronto critico tra giovani autori che metteranno a disposizione materiali dei loro più recenti studi coreografici per riflettere con pubblico e critica circa i contenuti artistici contemporanei delle opere e trovare un sostegno per direzionare le proprie ricerche in ambito artistico.
Allo spazio ExNeon, attiguo al DiD Studio, spazio biglietteria e punto informativo. Presenti anche installazioni e performance come quella di Roberto Zappalà ("MindBox") e di Rossella Fiumi, direttrice dello ZipFest di Orvieto ("I'm all ears")
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(recensione) Rosas: «Porto in danza la bellezza della musica» |
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Scritto da Giovanna Colombo
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Giovedì 17 Novembre 2011 08:25 |
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TORINO - Anne Teresa Keersmaeker presenta al Torino Danza Festival 2011 una performance di danza e musica in tre atti portata in scena per la prima volta nel 1987.
Il primo, un duetto “Microcosmos” accompagnato da una composizione per doppio pianoforte del compositore ungherese Bela Bartok. Il secondo, “Monument”, una suonata per due pianoforti di un altro compositore ungherese meno noto, Gyorgy Ligeti. Il terzo atto “Quatuor N°4” vede quattro danzatrici sulle note del Fourt String Quartet di Bela Bartok eseguito dal vivo.
Due violini, un contralto e un violoncello accompagnano le danzatrici in un dialogo totalizzante.
Ogni gesto è dettato da una specifica nota attraverso un lavoro molto rigoroso dal punto di vista coreografico. «Attraverso la danza ho sempre cercato di rappresentare ciò che mi attrae in musica, quello che mi incoraggia a danzare. Cerco di condividere con il pubblico l’esperienza della bellezza, del divertimento e del piacere della musica attraverso la danza».
Così dice Anne Teresa Keersmaeker, coreografa fiamminga, formatasi al celebre Mudra di Bejart. Fonda negli anni ’80 la compagnia “Roses”, di cui ne diventa l’anima.
Il loro primo spettacolo fu un capolavoro “Rosas danst Rosas”, prodotto nel 1983, viene portato in scena ancora oggi riempiendo i teatri di tutto il mondo, segno di una produzione di straordinaria qualità.
Sempre alle Fonderie Limone di Moncalieri, il 18 e 19 novembre, Anne Teresa Keersmaeker insieme alla compagnia Roses, porta in scena, in prima italiana, “Cesena”. Diciannove tra danzatori e musicisti, concepita per il debutto in prima mondiale nel luglio 2011 al Festival di Avignone nello spazio magico del Palazzo dei Papi.
Per chi è a Torino, da non perdere.
Giovanna Colombo
(foto: Herman-Sorgeloos)
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"Focus" su musica e danza con Rosas e De Keersmeaker |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Lunedì 14 Novembre 2011 00:00 |
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Prosegue il quarto ed ultimo “focus” di Torinodanza Festival 2011, Al femminile, interamente dedicato alle fascinazioni del linguaggio coreutico di tre protagoniste della danza contemporanea: Maguy Marin, Anne Teresa De Keersmaeker e Karine Saporta.
Dopo il debutto, in prima italiana, di Maguy Marin con Salves, pièce visionaria e sorprendente, il focus prosegue nel mese di novembre con Anne Teresa De Keersmaeker e la Compagnie Rosas che presenteranno in prima italiana due creazioni.
Il 16 novembre alle Fonderie Limone di Moncalieri andrà in scena Bartók / Mikrokosmos che comunica con forza il piacere di ballare e suonare insieme e rientra in quella folgorante serie di lavori che hanno rivelato lo stile astratto e denso al tempo stesso della coreografa belga.
Il 18 e il 19 novembre, sempre alle Fonderie Limone, Rosas & Graindelavoix presenteranno Cesena nuovo spettacolo concepito per debuttare in prima mondiale nel luglio 2011 al Festival di Avignone nello spazio magico del Palazzo dei Papi: una consacrazione per il talento e la creatività di Anne Teresa De Keersmaeker. Con Cesena la compagnia prosegue il percorso iniziato con lo spettacolo En Attendant insieme a Björn Schmelzer e il suo ensemble Graindelavoix, collettivo artistico che sperimenta le possibilità di connessione tra musica e performance.
L’edizione 2011, in prima italiana, de La Princesse de Milan di Karine Saporta chiuderà il 3 e il 4 dicembre al Teatro Carignano il focus Al femminile.
www.torinodanza.it
foto: Herman Sorgeloos
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Fattoria Vittadini al Ringhiera |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Lunedì 07 Novembre 2011 20:30 |
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MILANO - Tornano dopo il successo della scorsa stagione i giovani danzatori di Fattoria Vittadini il 12 e 13 novembre al Teatro Ringhiera con John Doe.
4 danzatori in una scena vuota. Solo una scala che scende dal soffitto segna il confine tra il di qua e il di là. C'è chi accetta il limite, chi prova a ribellarsi e riesce a conquistare una posizione di dominio e chi invece semplicemente assiste a ciò che avviene.
Il lavoro, al confine tra danza astratta e teatro, tra reale e surreale, è alla continua ricerca di una espressione coreografica concreta. Oltre ad indagare un tipo di danza silenziosa e naturale ci si concentra sulle sensazioni che lo spettatore percepisce a seconda della disposizione dei corpi nello spazio e del ritmo della scena.
Si cerca una comunicazione reale e non solo intellettuale con il pubblico, coinvolto e reso partecipe appieno dell’esperienza scenica.
http://www.atirteatro.it
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Danae, a sostegno dell'arte "ibrida": a Milano da stasera |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Mercoledì 02 Novembre 2011 11:01 |
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MILANO - A partire da maggio 2011, Danae Festival è uno dei partner di OPEN LATITUDES, una rete di strutture europee, tra teatri e festival, a sostegno delle forme ibride. Tale rete prevede uno scambio e una conoscenza reciproca dei singoli soggetti e un impegno di sostegno alle produzioni degli artisti proposti dalla rete e di co-diffusione di artisti proposti dalle singole realtà partecipanti al progetto.
Quindi si è deciso di approfittare subito di questa cooperazione creando un secondo appuntamento novembrino del festival che ci consente, grazie alla rete, di ospitare l’ultima produzione dell’artista di origine sudafricana Steven Cohen, che tanto affascinò la platea milanese l’anno scorso quando, per la prima volta in Italia, fu ospite del festival con una sua personale.
Attorno alla presenza di Cohen abbiamo realizzato due altri appuntamenti che sono anche una sorta di lancio e viatico per l’edizione del 2012 del Festival:
il primo appuntamento si concentra sulla prima tappa del progetto Viaggiatore solitario – dialogo con l’adolescenza - un progetto di Maria Arena, che prevede una performance e un’installazione con la partecipazione di un gruppo di ragazzi e ragazze entrati in contatto con uno zaino nero ritrovato da Maria Arena sul marciapiede di una via milanese. Lo zaino appartiene ad un ragazzo di diciotto anni di nome Francesco all’ultimo anno delle superiori ed è usato come pretesto per gettare uno sguardo sulla vita, l’intimità, l’immaginario di altri ‘viaggiatori solitari’ alla soglie della vita adulta. Il progetto avrà il suo compimento nell’edizione di Danae 2012 con la realizzazione di un documentario attraverso la raccolta del materiale filmico a seguito di quanto innesca l’incontro tra i ragazzi e questo zaino.
Il secondo appuntamento è la ripresa del lavoro della Compagnia Cinzia Delorenzi prodotto da Danae nell’aprile 2011 attraverso Ares (progetto di produzione e residenza di giovani compagnie del territorio) che, non avendo potuto soddisfare tutte le richieste del pubblico, ci ha spinto ad una riproposizione. Questa scelta è dovuta anche al fatto che la Compagnia Cinzia Delorenzi è tra le realtà italiane che Danae ha proposto alla rete euroepa Open Latitudes che è stata scelta per la produzione di un progetto urbano che sarà in scena in prima mondiale in Danae 2012 e verrà poi distribuito nei paesi della rete.
In questi ultimi anni sono state prodotte 4 compagnie attraverso ARES , di cui una (ESPZ) ora si trova ad operare a Berlino. Le altre stanno pian piano conseguendo premi e riconoscimenti. Nell’edizione 2012 Danae intende quindi dare nuovamente visibilità alle compagnie che ha sostenuto in questi anni e che nel frattempo stanno maturando una propria poetica.
www.danaefestival.com
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Quando la rabbia vince sulla disperazione (recensione_Maguy Marin) |
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Scritto da Giovanna Colombo
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Giovedì 27 Ottobre 2011 21:03 |
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TORINO - Un primo danzatore che tenta di dipanare un filo invisibile cerca con lo sguardo altri danzatori, seduti in platea (un tentativo per svolgere il destino che ci tiene uniti?).
Così si presentano i sette danzatori della compagnia di Maguy Marin che porta in scena Salves, suo ultimissimo lavoro coreografico.
Un'oscurità angosciosa cala sulla scena. Flash di luci e flash di fotogrammi di vita quotidiana ad alta velocità: cadono piatti, si rompono vasi, statue che vanno in mille
pezzi, lanci di oggetti. Passano quadri: da Goya a Gericault a Picasso; ma anche volti dell'arroganza del potere. Il tutto accompagnato da rumori, da spezzoni di colonne sonore di film italiani (si riconosce la voce di Alberto Sordi).
Sullo sfondo una frase che viene scritta in scena e domina tutto lo spettacolo: "quando si è nella merda fino al collo non resta più che cantare".
Una scenografia pulita con assi, pedane, tavoli che vengono continuamente smontati e spostati.
Poi, per stupire, un finale con una grande tavola imbandita: ricchi vassoi, candelabri, piatti, calici, decorazioni. Cade un vassoio di bicchieri e si scatena una battaglia con lanci di torte, di pittura, manganellate in testa, il tutto con una dinamicità prorompente.
"Visionario ed espressionista" lo hanno definito i critici. Una scena che vale lo spettacolo. Sul palco rimangono i segni della battaglia. Una battaglia anticonformista come è quella di Maguy Marin; i riferimenti alla società attuale sono numerosi, uno spettacolo politico lo hanno anche definito.
Lo specchio di un mondo malato, dove però c'è ancora voglia di stupire e dove la rabbia ancora vince sulla disperazione.
Salves sarà in scena sabato 29 ottobre al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, nell'ambito del Festival Aperto.
Giovanna Colombo
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«Magico e concreto», ecco com’è lavorare con la Carlson. L’esperienza di Fabrizio Varriale |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Martedì 25 Ottobre 2011 13:38 |
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NAPOLI - Come ci si sente a lavorare e studiare a finaco di una grande coreografa? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Varriale, giovane danzatore che ha avuto il privilegio nei giorni scorsi di lavorare con Carolyn Carlson, in questi giorni ospite del Teatro San Carlo di Napoli.
L’occasione è stata offerta da una masterclass con quaranta danzatori al termine della quale la Carlson ha selezionato tre danzatori, tra cui Fabrizio Varriale, per creare la performance “Poetry Events”, presentata nei giorni scorsi nei foyer del teatro.
Che cosa ti ha dato di più professionalmente? Pensi che questo progetto sarà replicato e che possa avviarsi una collaborazione in futuro?
Assistere e prendere parte alla creazione di Carolyn è stata per me un’esperienza molto intensa, che mi ha permesso di entrare nell’immaginario, nella visione poetica del suo lavoro. In scena, durante i due giorni di performance ho avuto l’impressione come se la sua presenza modificasse completamente lo spazio scenico, rendendolo magico. E’ meravigliosa la sua interazione e la sua concretezza nell’atto performativo, di questo ne farò sempre tesoro. Non so a cosa mi porterà in futuro questo evento, ma per ora preferisco concentrarmi sul presente, e lasciarmi attraversare dalle tracce e dall’esperienza di questa performance.
Com'è nata l'opportunità di fare quest'esperienza con la Carlson?
E’ nata nell’ambito di Ottobre Danza una rassegna dedicata a grandi nomi della scena internazionale della danza, organizzata al Teatro San Carlo di Napoli da Alessandra Panzavolta. Sono venuto a conoscenza della masterclass che Carolyn Carlson avrebbe tenuto nelle sale del San Carlo e inviando il mio curriculum sono stato selezionato per la partecipazione alla classe. La masterclass è stata davvero straordinaria sia per il contatto con un’artista del calibro della Carlson che per la forte energia che si è creata con tutti i partecipanti. Al termine della masterclass Carolyn mi ha selezionato per partecipare a due giorni di performance dal titolo “Poetry Events”, ispirati ai temi delle sue poesie, insieme agli artisti Sara Simeoni, Antonio Montanile, Flavio Ferruzzi, accompagnati dal musicista e compositore Paki Zennaro e dalla stessa Carlson.
Qual è la tua esperienza nell'ambito delle arti performative?
Attualmente dirigo la Compagnia Danza Flux , insieme a Chiara Alborino, e sono direttore artistico di Danza Flux, studio di ricerca sul movimento e nuova danza di Napoli. La mia ricerca si è sviluppata attraverso esperienze sia in Italia che all’estero. Devo molto della mia esperienza sul corpo all’artista californiana Teri Janette Weikel, con la quale ho lavorato a Modena. Con il mio ultimo progetto “Black Longhair’s Trip”, uno sviluppo del solo “Prospettive sulle questioni centrali”, sono stato ospite nel 2010 in Francia all’interno del progetto internazionale Movement T e in Cile nel Festival Internazionale Danzalborde, dove tra l’altro ho tenuto classi di ricerca coreografica all’Università di Pedagogia e Danza U-Arcis di Valparaiso. Per ora parallelamente all’insegnamento della danza contemporanea, insieme a Chiara Alborino, sto lavorando ad un nuovo progetto di ricerca che spero possa, una volta terminato, portarmi a vivere nuovamente l’esperienza della scena.
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Riti e religiosità in forma di danza: Zerogrammi al Pim |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Lunedì 24 Ottobre 2011 13:56 |
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MILANO - «Si va e si viene dalla chiesa per sfuggire alla monotonia del tempo che passa tutto uguale». INRI è una delle ultime creazioni del duo maschile Zerogrammi che, dopo essersi conquistato il premio coreografico nel 2008 al festival Oriente Occidente, si è fatto co-produrre questo spettacolo.
Ironico, sì, a tratti grottesco e paradossale, INRI presenta quella religiosità dai tratti meridionali, fatto di mani giunte, rosari e vecchiette ancora bardate di nero. Il “rito” diventa così una danza di gesti e ginocchia gonfie, un canto di preghiere imparate a memoria.
INRI sarà in scena al Pim Off di Milano, sotto la direzione artistica di Barbara Toma, il 30 e 31 ottobre.
www.pimoff.it
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Recensione: Delbono e il suo omaggio a Pina Bausch |
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Scritto da Sara Valenti
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Venerdì 21 Ottobre 2011 12:26 |
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MILANO - Uno sguardo alla "schizzofrenia" grigia ed opprimente del presente con poesia, rabbia, libertà e incredibili squarci di luce. Un dialogo di corpi danzanti con il mondo. Un viaggio visionario che torna a far piangere, ridere, riflettere, ammirare, disperare e calmare; che fa adirare, imbarazzare, ingelosire, sperare, entusiasmare e innamorare. Racconto di favole profonde e riscoperta della bellezza della vita.
E' tutto ciò il personalissimo Dopo la battaglia di Pippo Delbono in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 18 el 23 ottobre, che tra danza, musica, poesia, video, opera e teatro ci propone un interessantissimo omaggio ai grandi artisti scomparsi, in particolare a Pina Bausch, importante fonte d'ispirazione del regista-attore di Varazze; alle madri, a Bobò, storico componente della compagnia di Delbono nonchè protagonista di questo spettacolo, e alla ricerca della vita.
In questo viaggio catartico tra sacro e profano, riecheggiao testi, parole e note di Antonin Arnaut, Fraz Kafka, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Walt Whitman, Raine Maria Rilke e Alexandra Pizarnik, Giuseppe Verdi, Niccolò Paganini e Peter llic Cajkovskij, liberamente interpretati da Delbono in un'armonia di messaggi, movimenti e sensazioni. Una vera e propria opera "d'arti" che presenta sulla scena, permeata da un instancabile atmosfera Bauschana, grandi personalità quali: Alexander Balanescu, musicista di fama internazionale autore ed interprete delle musiche; Marigia Maggipinto, già storica componente della compagnia di Pina Bausch e Marie-Agnès Gillot, ètoile dell'Opèra di Parigi. Un momento di sospiro e sospensione, un'incredibile esperienza che insegna dove «il teatro è un incontro tra esseri umani diversi, e tutto il resto non conta» (Igmar Bergman).
Venerdì 21 ottobre alle 18 al chiostro del Piccolo Teatro Grassi in via Rovello 2 (MM Cordusio) incontro a ingresso libero con Pippo Delbono che presenta il suo libro "Dopo la battaglia, scritti poetico-politici", insieme a Maurizio Porro (critico del Corriere della Sera) e Enrico Ghezzi (critico televisivo).
www.piccoloteatro.org
Sara Valenti
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Tutta la fisicità del circo contemporaneo in scena a Torino |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Giovedì 20 Ottobre 2011 12:24 |
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TORINO - E’ tutto dedicato all’affascinante arte del nuovo circo capace di trasmettere al pubblico fantasia ed emozione, il terzo Focus di Torinodanza Festival 2011, che propone 2 weekend di circo contemporaneo.
Il primo, inserito nel Festival Prospettiva 150, in programma il 22 e il 23 ottobre 2011 alle Fonderie Limone di Moncalieri inizierà, alle 20.30 nella Sala Grande, con lo spettacolo Ali della Compagnie les mains les pieds et la têteaussi.
In scena la grazia di Hedi Thabet, giocoliere belga-tunisino, e la forza di Mathurin Bolze, straordinario interprete di circo contemporaneo, ma anche danzatore con François Verret, che trova in questa riflessione sul “limite” una rinnovata prospettiva di azione.
Nella Sala piccola delle Fonderie Limone, nelle stesse date, ma alle ore 21.00, la Compagnie Les Colporteurs presenterà Sur la route…, con Sanja Kosonen e Antoine Rigot, una creazione che nasce dalla “differenza”, ma che costituisce un punto di partenza per riflettere e reinventare un linguaggio scenico nuovo ed originale.
www.torinodanzafestival.it
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Constanza Macras: l'erede di Pina Bausch e la sua Berlino |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Giovedì 20 Ottobre 2011 09:22 |
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UDINE - E’ oggi considerata la più strepitosa erede del Tanztheater di Pina Bausch. Constanza Macras porterà per la prima volta in Italia il suo ultimo spettacolo Berlin Elsewhere che aprirà il 29 ottobre a Udine la stagione del
Teatro Contatto 30.
Lei, argentina d'origine, quando cerca una definizione della sua città d’adozione, dice che «Berlino è altrove». Altrove da se stessa. Altrove dalla storia che vuole lasciarsi alle spalle.
Altrove la portano, inevitabilmente, le vite dei suoi cittadini, arrivati nella capitale tedesca da tutto il mondo. Altrove è anche luogo della mente, dove si incontrano persone che soffrono di ogni genere di malattie urbane, nevrosi, disturbi bipolari, feticismi, dipendenze consumistiche.
Con la forza detonante di una colonna sonora live, Berlin Elsewhere è una partitura di danza, teatro, canto e musica con l'ensemble straordinario di Dorky Park.
www.cssudine.it
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Nuovi strumenti per la diffusione degli spettacoli |
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Scritto da Patrizia Lattuada
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Mercoledì 19 Ottobre 2011 11:39 |
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TORINO - La collaborazione transfrontaliera, il ruolo delle agenzie di produzione nella filiera che collega compagnie e teatri, gli impegni economici connessi al loro funzionamento e la creazione di nuovi dispositivi di accompagnamento per la produzione e la diffusione.
Sono questi i temi che saranno affrontati nel corso dell'incontro Danza Contemporanea: strumenti di sostegno per la produzione e la diffusione che si terrà a Torino il 26 ottobre presso il Circolo dei Lettori di Torino (via Bogino, 9), nell’ambito di Torinodanza Festival 2011. Si tratta di una occasione in più per discutere di una questione cara agli artisti: la circuitazione degli spettacoli di danza.
Al dibattito interverranno, tra gli altri, l’Institut Français, le Ministère de la Culture et de la Communication-France, il MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Italia), la Région Rhônes-Alpes, la Regione Piemonte, la Città di Torino, l’Onda (Office National de Diffusion Artistique), la Biennale de danse de Lyon, Fabbrica Europa, Torinodanza, le agenzie di produzione Latitudes Contemporaines, Cassiopée, Aldo Miguel Grompone Produzione e International Music. Gli interventi saranno coordinati e introdotti da Emmanuel Wallon, docente di sociologia politica a l’Université Paris Ouest Nanterre/La Défense e Sandrine Mini, addetto culturale dell’Ambassade de France en Italie.
www.torinodanzafestival.it
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