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Identikit del lavoratore dello spettacolo 40enne: in nero e sotto i 5.000 euro annui
Scritto da Patrizia Lattuada   
Mercoledì 30 Novembre 2011 13:17

Gli operatori dello spettacolo tra i 30 e i 40 anni percepiscono oggi mediamente sotto i 5.000 euro all’anno. Non solo: il 20% non gode di alcune tutela previdenziale o assistenziale, perché sono nel lavoro sommerso.
 
È il dato preoccupante che spicca dal questionario “Rispondi al futuro”, la più grande indagine statistica sullo spettacolo dal vivo mai promossa in Italia, ideata e realizzata da C.Re.S.Co.(Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea).
Dalla ricerca emergono le caratteristiche di un settore, quello dello spettacolo, definito per antonomasia “atipico” ma con elementi di criticità ben più drammatici di quello che si poteva prevedere.
 
L’età media degli operatori dello spettacolo dal vivo è di 36 anni,il 44% ha un’età compresa tra i 27 e i 35 anni. Il55%dei lavoratori dello spettacolo sonodonne.
Mediamente gli operatori lavorano nel settore da 10-11 annie l’anno di inizio attività si attesta attorno ai 24 anni. Il settore teatraleè l’ambito di attività prevalente (incidenza media 58%), seguito in modo pressoché paritario da musica, danza e performance.
 
Se si analizzano le forme contrattuali che regolano i rapporti degli operatori dello spettacolo si evince come il contratto a tempo indeterminato sia la modalità meno utilizzata; il contratto a tempo determinato rappresenta invece, per circa la metà dei lavoratori, la forma usuale di contratto. Molto utilizzata è la prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.
 
Per quanto concerne le giornate effettivamente lavorate nel 2010, variano mediamente tra le 131 e le149,da notare però che nella fascia 30-40 anni la media delle giornate annue lavorate è soltanto di 42 giornate. Per le diverse attività lavorative realizzate gli operatori percepiscono mediamente dai 9.650 Euro ai11.600 Euro annui,dato ancora una volta preoccupante nella fascia dei 30-40 anni, nella quale la retribuzione media non supera i 5.000 Euro.
 
Il questionario prevedeva un quesito in cui si chiedeva agli operatori di esprimere un giudizio su “quanto ci si sente felici per il proprio lavoro” su una scala da 1 a 100. Il valore medio è di 56; due persone su dieci esprimono un giudizio inferiore a 30, solo 3 persone su 10 forniscono un punteggio superiore a 70.
 
Spesso i lavoratori dello spettacolo, per sopravvivere, svolgono altre professioni oltre a quella prevalente (soprattutto camerieri, barman, promoter, commessi o impiegati nell’accoglienza turistica): attività che occupano, in media, 1/3 dell’attività lavorativa di ogni operatore dello spettacolo, con una conseguente dispersione di professionalità ed energie.