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Lo Yoga per bambini è molto di più che una serie di posizioni: è un momento nel quale i bambini possono ritrovare una dimensione più vicina alle loro esigenze, nel quale...

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Domenica 4 marzo: seminario di Contact Improvisation con Roberto Lun

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Corsi di Yoga

Lezioni di Yoga di Sinapsi ad Abbiategrasso: per migliorare la mobilità articolare, l'equilibrio psicofisico e per una maggiore consapevolezza tra corpo e mente. Prenota una \n Questo...

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Che cos' la Contact Improvisation

COS'E' LA CONTACT IMPROVISATION Fondata da un gruppo di danzatori newyorchesi capeggiati da Steve Paxton, è una tecnica di movimento nata nei primi anni 70, come ricerca di nove possibilità di...

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Corso di danza contemporanea

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Riequilibrio posturale Mézières

Riequilibrio posturale Metodo Mezieres dott. Diego Barlottini Dott. in scienze motorie, tecnico posturale, specialista in Metodo Mézières incontri individuali Siamo tutti belli e ben fatti Françoise Mézières Per migliorare la postura, alleviare...

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Yoga in gravidanza

La pratica Yoga durante la gravidanza aiuta ad affrontare con più consapevolezza i cambiamenti fisici ed emotivi di questo particolare e meraviglioso periodo, oltre a preparare il corpo all’esperienza del parto. Il...

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Equilibrio: come raggiungerlo e mantenerlo
Scritto da Patrizia Lattuada   
Lunedì 16 Gennaio 2012 18:10

Uno degli imperativi del mondo e dell’economia moderni legato al benessere è quello dell’equilibrio. Sempre più spesso siamo bombardati da immagini e proposte commerciali per ritrovare il nostro equilibrio psicofisico.

Ma che cos’è esattamente l’equilibrio? Per definizione, è lo stato di riposo tra due forze che si annullano. Sul piano fisico è il mantenimento di un corpo in posizione stabile, su quello psichico si riferisce a un buon funzionamento dell’attività mentale, alla ponderazione e alla calma. In sostanza è prima di tutto uno stato che riguarda insieme corpo e mente. Ma questo stato non esiste “in sé”, non è qualcosa che può essere conquistato per sempre; è piuttosto il risultato di forze, di polarità, che in un certo momento si neutralizzano.

Il suo mantenimento è quindi essenzialmente qualcosa di precario e di mutevole. In molte posizioni dello Yoga l’equilibrio ci appare statico. In realtà esso è qualcosa legato a una dinamica, al continuo aggiustamento del corpo nello spazio (interiore ed esteriore). Il pensiero orientale è in generale più aperto alla nozione di cambiamento, di flusso e di impermanenza. Questo si manifesta anche in molte discipline psicofisiche che insistono sul miglioramento delle capacità di equilibrio e di connessione del centro e del baricentro (dallo yoga, alle arti marziali, al tiro con l’arco…).

Sul piano fisico, per il mantenimento dell’equilibrio, due fattori sono importanti: lo sguardo fermo davanti a noi che, oltre a facilitare l’equilibrio posturale, permette di vivere la stabilità della mente; e i canali semicircolari dell’orecchio interno, gli organi deputati alla percezione del corpo nello spazio, che possono essere rieducati per un loro miglior funzionamento.
Diverse sono le posizioni di equilibrio nella tradizione yoga con le quali sperimentare queste considerazioni. Tra queste, la posizione dell’albero.


LA POSIZIONE DELL'ALBERO
In piedi, portare l’attenzione al bacino e al centro del corpo, nella zona dietro l’ombelico e fissare lo sguardo davanti a voi. I piedi radicati a terra e la colonna vertebrale ben allungata verso l’alto.

Portare i palmi a contatto l’uno contro l’altro, all’altezza del cuore (posizione del saluto, namaste). Spostate il peso del corpo sulla gamba sinistra. Portare la pianta del piede destro in appoggio all’interno del ginocchio sinistro. Più forti e adattabili saranno i piedi e le caviglie, maggiori saranno le possibilità di mantenere il giusto equilibrio.

Vivete la posizione con un respiro calmo e regolare, osservando i piccoli adattamenti interni necessari per il mantenimento della posizione.

Sciogliere la posizione ed eseguire sull’altro lato.

In caso di difficoltà, di patologie all’orecchio interno e all’apparato vestibolare (Ménière) eseguire la posizione vicino a una parete.
 

 
La libertà vi aspetta
Scritto da Elisa Bonomi   
Lunedì 28 Novembre 2011 20:57

Conoscere se stessi significa conoscere il proprio corpo, la propria mente e la propria anima.
Intraprendere un viaggio interiore, per mezzo dello yoga, vi permetterà di esplorare e di integrare ognuno di questi aspetti del vostro essere. Lo yoga è trasformazione, rinnovazione e creazione di un nuovo vedere, modificando noi stessi e non il modo in cui vediamo la vita.

Non avete bisogno di ricercare la libertà in una terra lontana, perché essa è presente dentro di voi, nel vostro cuore, nel vostro intelletto, nella vostra anima. Una libertà illuminata e pura vi aspetta, ma sta a voi decidere di intraprendere il cammino verso il Viaggio Interiore.


Con queste parole illuminate, il grande maestro indiano Iyengar, vi accompagna per mano verso gli otto petali dello yoga, così chiamati perché uniti come i petali di un fiore per realizzare un meraviglioso insieme. Vi illustrerà il corpo fisico con le posizioni (asana), le tecniche respiratorie (pranayama), la concentrazione (dharana), la meditazione (dhyana) e le altre discipline.

Anche se il vostro obiettivo è la Perfezione, siate contenti e soddisfatti di ogni piccolo progresso quotidiano. E’ meglio praticare una posizione per un tempo minimo, che praticarla male per un tempo massimo. Non dite di essere delusi di voi stessi. A volte sia il corpo che la mente si arrendono alla forza di volontà, altre volte si ribellano. Avete qualche problema fisico che vi rende difficile la pratica?  Oppure dolori di schiena? In tal caso consideratelo come il vostro bambino difficile.Imparate come trattarlo e come accudirlo, come fareste con un bambino con dei problemi, che necessita di cure e attenzioni maggiori. Nella vita, i fallimenti ci aiutano a sviluppare la determinazione e il giusto approccio filosofico. Abbiate un atteggiamento distaccato.Guardate me, io non ho paura, e so che non c'è maniera di evitare le difficoltà della vita.Per me, qualunque cosa accada, ieri come fra vent'anni, va sempre bene.

Tratto dal libro “Vivere lo yoga - Trasformazione, saggezza, libertà” di B.K.S. Iyengar edizioni Mediterranee.
 
B.K.S Iyengar è uno dei più famosi maestri di yoga del mondo, ed è stato uno tra i primi ad introdurre lo yoga in Occidente. Il maestro ha deciso di donare i diritti d'autore di vendita di questo libro per finanziare progetti d'istruzione nel suo villaggio natale di Bellur, India.

 
Tacchi e postura: un matrimonio infelice
Scritto da Diego Barlottini   
Mercoledì 23 Novembre 2011 09:32

Ci sono voluti più di 20 milioni di anni perché l'uomo evolvesse dalla stazione a quattro zampe a quella eretta. I tacchi, un nuovo fattore introdotto dall’uomo e non dalla natura, sono stati introdotti solo negli ultimi quattro secoli. Purtroppo, non rientrando nel programma dell’evoluzione, non sono adatti alla posizione eretta. Le scarpe hanno un'enorme influenza sul nostro corpo, condizionando totalmente la nostra postura. Vediamo come.

L’inclinazione prodotta di un tacco di soli 2 cm su una persona di 1,80 metri, provocherà nel baricentro uno squilibrio di 12 gradi. Salendo con l’altezza, un tacco di otto centimetri è di circa 25 gradi, se la scarpa è di tipo a zeppa. Un tacco normale della stessa altezza aumenta la pendenza fino a 45 gradi. Come è ovvio intuire, stare in equilibrio con tali pendenze è impossibile. Motivo per cui, il nostro corpo effettuerà delle compensazioni per restare in piedi. Compensazioni in cui si focalizzerà il dolore. Per esempio, per compensare lo squilibrio del tacco, un classico adattamento è il piegamento delle gambe e un’accentuazione della curva lombare. Situazioni di per sé non naturali, e punti in cui, con lo scorrere del tempo si situerà il dolore.           
 
Le scarpe dovrebbero avere l’unico scopo di proteggere il piede, funzione che può avvenire senza tacco. Venendo a mancare il tacco, il peso del corpo non graverà più sulla punta del piede (evitando così anche l’insorgere di un possibile alluce valgo). Dovrebbero poi avere una parte anteriore larga e quando possibile aperta.

Se fossimo stati creati per avere il tallone più alto, la natura avrebbe manifestato tale esigenza nel tallone non nelle scarpe. L'evoluzione ha portato l'osso del tallone umano al livello del suolo. Ma poiché siamo stati tanto sciocchi e presuntuosi da cambiare il disegno della natura mettendoci i tacchi, dobbiamo pagare il prezzo di questo errore con il dolore.

 
Ricordando Tagore nel 150°
Scritto da Elisa Bonomi   
Giovedì 27 Ottobre 2011 08:00

Poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano nacque a Calcutta nel 1861.

Accompagnò la nuova India, giovane e indipendente, non solo con le sue opere ma con la musica, la danza e la pittura verso una nuova consapevolezza del vivere.

Una figura straordinaria e carismatica dotata di elevata sensibilità e intelligenza e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1913.
 
Per ricordare Rabindranath Tagore nei 150 anni dalla sua nascita vi consiglio la lettura del libro: “La poesia della natura” da cui è tratta la seguente opera.

 
 
 
Chi sei tu, lettore, che leggerai le mie poesie tra cento anni?
Non posso mandarti un solo fiore di questa ricca primavera,
né darti un solo raggio d’oro delle nuvole
che mi sovrastano.
Apri le tue porte, guardati intorno.
Nel tuo giardino in fiore cogli i fragranti ricordi
dei fiori sbocciati cento anni fa.
Nella gioia del tuo cuore che tu possa sentire
la vivente gioia che cantò, in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta, attraverso cento anni.
 
 
 
Le radici dello yoga nella scienza ayurvedica
Scritto da Elisa Bonomi   
Lunedì 24 Ottobre 2011 13:19

Non dobbiamo pensare allo yoga come una semplice ginnastica, ma come un’arte di vivere, una filosofia che nasce nel cuore dell’ayurveda.
Etimologicamente il termine Ayurveda significa “scienza della vita”, riconosciuta universalmente come una disciplina medica tra le più antiche del mondo. L’interesse, la cura e la conservazione del benessere psicofisico, vengono a noi proposti da un punto di vista completamente differente rispetto all’interpretazione della medicina allopatica occidentale.
 
Per conoscere un po’ più da vicino questo meraviglioso mondo, vi proponiamo la visione del dvd Arte di vivere e arte di guarire del regista Pan Nalin, a cui è allegato il libro Vivere e guarire (acquistabile a questo link). Qui vengono trattati ed esaminati i concetti basilari dell’ayurveda da un punto di vista “indiano”, ovvero la disciplina vista attraverso gli occhi di coloro che ne hanno fatto uno stile di vita.
 
Il filmato offre allo spettatore uno spaccato di vita quotidiana dei medici ayurvedici, quotidianamente alle prese con le problematiche dei pazienti. La bellezza della cura sta proprio nella stretta correlazione tra natura e medicina, come questa conoscenza tramandata nei secoli possa porre rimedio ai mali del giorno d’oggi. Nei loro gesti, intrisi di sapere, ci riappropriamo del profondo rapporto, ormai sopito, con la natura, grazie alla quale traiamo beneficio per il nostro benessere.
 
Avete mai pensato che la deforestazione può portare, oltre alla perdita stessa degli alberi, anche alla perdita di un sapere antico di millenni? In India, esistono ancora uomini il cui lavoro consiste nella ricerca di piante e alberi medicinali in grado di guarire ogni nostro malessere…

Immergetevi quindi nella lettura e nella visione di questo straordinario racconto che vi porterà alla scoperta di un sapere antico e che grazie all’interesse di molti sta tornando di assoluta attualità.

 
Tratto dal libro “Vivere e guarire”
 
Hatha yoga. Ha significa Sole e Tha Luna. Incontro degli opposti, del giorno e della notte, del maschile e del femminile, della tensione e del rilassamento. Ogni posizione è l’occasione di uno stiramento, di una flessione o di una torsione che stimolano la flessibilità della colonna vertebrale, sciolgono le articolazioni, attivano il flusso sanguigno e nervoso, mobilitano gli organi e allineano il corpo secondo i principi della tensegrità. Mantenere le posizioni per un certo tempo avvezza lo spirito alla perseveranza e alla concentrazione…

Elisa Bonomi

 
Energia, meditazione e chakra, spiegati con la scienza
Scritto da Patrizia Lattuada   
Venerdì 21 Ottobre 2011 08:28

Nella pratica yoga si parla spesso di energia, di sistema sottile, di chakra. Ma, al di là del lato spirituale ed esoterico, cosa sono esattamente? E’ possibile darne una spiegazione scientifica attraverso l’anatomia e la medicina? Non solo. Come è possibile migliorare la propria salute e il proprio benessere attraverso la meditazione? E come, lo stato di malattia è riconducibile a uno squilibrio energetico? A rispondere a questi quesiti ci pensa il dottor Ivano Hammarberg Ferri, oncologo e omotossicologo impegnato nella diagnosi e cura delle malattie secondo un approccio terapeutico di tipo olistico che integra la medicina occidentale con l’omeopatia e l’omotossicologia.
 
Attraverso la meditazione, dice il medico, «si abbatte l’iperattività del sistema simpatico equilibrandolo con una maggiore azione da parte del sistema parasimpatico. C’e’ un abbattimento dello stress dannoso che é concausa di ogni malattia che si possa menzionare, con riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria ad un ritmo fisiologico e coordinato dei due. Si riduce la pressione arteriosa in chi è alta e migliora in chi ce l’ha troppo bassa; si riduce la glicemia, gli ormoni mediatori dello stress».
 
Sotto trovate un video di una delle sue conferenze
 
Patrizia Lattuada

 

 
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